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Festività in fabbrica per difendere il lavoro

By blogtg1 | Dicembre 23, 2012

Oltre 150mila lavoratori sono impegnati nella difesa della propria occupazione.  Quasi 150 le vertenze aperte sul tavolo di una crisi che riguarda piccole aziende e grandi fabbriche.  Inviateci la vostra testimonianza e, se possibile, foto e filmati di questi giorni festivi sul posto di lavoro.

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Topics: lavoro | 15 Comments »

15 risposte per “Festività in fabbrica per difendere il lavoro”

  1. Antonio Petrucciani says:

    L’uomo ha bisogno di dignità umana, garanzia del liberismo e la necessità del linguaggio e non promesse derivanti dalla ricostruzione di un materialismo del passato.

    L’Italia ha bisogno di personaggi con convinzioni liberiste, per interpretare il giusto sistema economico o la relativa dottrina basata sulla libertà d’iniziativa delle imprese private, cui deve corrispondere una giusta garanzia dello Stato. Deve però astenersi dall’intervenire nelle faccende economiche malsane, ma deve esercitare quell’azione politica che propone obiettivi principali per la valorizzazione e la difesa dai soprusi delle autorità politiche o dei singoli industriali e banchieri, che mirano a strangolare la produttività, la competitività e l’economia. Tale sistema è l’aspetto fondamentale dell’economia di uno Stato, che si fonda sulla convinzione che il gioco della libera concorrenza e del libero scambio debba essere capace di incrementare la produzione e diffondere il benessere, in particolare in un’epoca in cui è favorita la libertà degli scambi internazionali per evitare gli intralci delle barriere doganali per realizzare il cosiddetto libero scambio.
    Il solo modello soddisfacente per garantire il liberalismo nel mondo contemporaneo, a mio avviso, è la virtù del capitalismo, ideale per la società moderna. A quanto sembra, la virtù del capitalismo è il coro unanime che intona non soltanto i responsabili economici e la maggior parte dei garanti politici, ma anche gli intellettuali, i giornalisti e tutti coloro che hanno accesso in campo audiovisivo. Tutto il sistema deve essere ancorato alla libertà di espressione dalla quale sembra irrinunciabile il sistema liberale fondato sulla fiducia. Un governo libero si deve basare sulla differenza e rispetto delle altre forze politiche, dell’istruzione che tiene conto dei recenti progressi scientifici, letterari e filosofici, del miglioramento della popolazione e non soltanto della fiducia e della teoria che il miglior governo (che non sia una falsità), quello che governa favorevolmente alle libertà individuali, o che appoggia ogni principio di autonomia. Non deve basarsi nemmeno sul paternalismo, sulla dispersione del potere e sulla concentrazione delle attività economiche. Con il liberalismo anche l’individuo si pone al centro di un sistema in cui diventa guardiano delle proprie libertà. Il filosofo Loche ci offre la prima compiuta elaborazione della filosofia empiristica e dell’esperienza. E’ una concezione che scorge nell’esperienza l’unica fonte valida della conoscenza. Senza dubbio ogni nostra conoscenza procede dall’esperienza che in un certo modo è condizionata; ma non per questo si può limitare la nostra conoscenza esclusivamente all’ambito dell’esperienza. L’esperienza non permette di ricavare il principio che ogni conoscenza è tratta dalla pratica, fondamento base dell’abilità umana è ciò che garantisce la verità dell’empirismo. Il modulo empiristico che regge tutta l’analisi lockiana delle idee, sta alla base dello studio del linguaggio e delle idee generali. Il linguaggio è nato per la necessità della comunicazione fra gli uomini ed è costituito da parole. Le parole, secondo l’elaborazione filosofica di Locke, non si riferiscono alla realtà, ma direttamente alle idee esistenti nel nostro spirito. Il linguaggio non serve quindi per lo studio della realtà, ma ha molta importanza come strumento per portare ordine e chiarezza nel nostro pensiero. Le idee che ci vengono dall’esperienza sono particolari, ossia determinati progetti politici o tesi economiche finanziarie, come la maggior parte delle parole che si riscontrano nel linguaggio (mi riferisco alle varie interpretazioni di molti rappresentanti della politica) sono costituite da termini generali, a volte, addirittura aforismi poco comprensibile. Locke lo spiega in base all’operazione intellettiva dell’astrazione, nell’affermare che nella concezione classica tale termine indica l’isolamento della mente. In filosofia l’astrazione è il procedimento per il quale si separano le qualità accidentali di una cosa essenziale, che è, in definitiva la sostanza, il concetto. Per Locke, infatti, l’astrazione consiste nel limitarsi a considerare gli elementi comuni di alcune idee, prescindendo da tutti gli altri elementi essenziali della politica, ottenendo così idee generali o schemi mentali unificanti o altre caratteristiche di varie idee. E’ una struttura che si uniforma al liberismo, se sostanziale e al progetto dell’Europa libera e unita, che ha come base la liberalizzazione degli scambi commerciali non vincolati a gravami che la moderna Europa ha attuato con l’abolizione delle barriere doganali.
    Che si ricominci, dunque, a progettare nuovi schemi politici, cui la società, l’uomo, possa riconquistare il suo antico volto e la vecchia dignità di ente razionale, ossia quell’aspetto umano che da decenni ha perduto, insomma la certezza del reinserimento della dignità umana. Grazie.

    Gallarate, 26.01.2013

  2. Nahomi says:

    Volevo fare un breve commento , sull’Italia e sulla nostra repubblica fondata sul lavoro .
    Sono una ragazzina di 15 anni, molti miei coetanei non si pongono questi quesiti perchè si ritengono “troppo giovani”capaci solo a divertirsi.
    Io vivo in un piccolo paesino della sicilia Sciacca,venendo al dunque l’ Italia sta attraversando un periodo di crisi e come tutti sappiamo in sicilia il lavoro scarseggia molto più del nord dove vi sono fabbriche industrie ecc..,
    ed io penso al mio futuro e a come riuscirò a creare una famiglia la mia di famiglia , se sarò sicuramente costretta ad andarmene dal mio paese e migrare in cerca di lavoro
    e mi chiedo : come può una repubblica fondata sul lavoro andare avanti se il lavoro in realtà scarseggia dovunque?.
    Parlando della mia famiglia ma credo di parlare a nome di tutte le famiglie italiane , per mantere una famiglia ci deve essere un lavoro e allora perchè ci sono dei casi in cui un uomo non può mantenere la propria famiglia?,
    Perchè più della metà degli italiani è disoccupato ? e sopratutto perchè un uomo di 65 anni come mio padre non può dar spazio ai giovani facendo lavoraree per mantenere una famiglia in modo adeguato
    deve lavorare ancora nonostante la pensione?.
    La risposta è semplice io credo che i politici che naturalmente la maggior parte senza un cuore cerca di riparare la crisi attraverso le cosiddette “TASSE” fondi da noi introdotti , non pensando che non solo non troviamo un lavoro,
    ma nonostante tutto dovremmo pure pagare è qua la domanda sorge spontanea come pagare le tasse senza un lavoro ?.
    Mi rivolgo a tutti i politici … credo che dovreste pensare e riflettere su ciò che sta succedendo ,io penso che la vera crisi la state creando voi con tutte queste cadute di governo e tasse con questo concludo sperando che qualcuno di voi
    leggendo possa capire.

  3. Franco says:

    Basta stipendi d’oro per i nostri politici.
    Basta a dirigenti con doppi/triplici incarichi stipendiati a peso d’oro.
    Basta a tutti i privilegi della politica inclusi tutti gli sperperi alla faccia della collettività.
    Basta a 20/30 di malgoverno dove tutti i partiti hanno fallito e sono complici della situazione in cui ci troviamo.
    Basta ad un sistema fatto solo di clientelismo e corruzione.
    Basta ad un Paese dove la legge non è uguale per tutti.
    Basta ad un Paese dove il lavoro non è più un diritto ma un terno al lotto.
    Basta ad un Paese dove gli altri devono decidere delle nostre sorti.
    E’ venuto il momento di reagire a tutto questo e riprenderci il Paese altrimenti il destino è segnato anche di chi pensa di essere al sicuro.

  4. Marco says:

    Quello che sta accadendo nel Mondo Del Lavoro è una cosa allucinante Non avere più diritto a un lavoro e i continui aumenti e le spese da pagare sono fuori da ogni logica sensata credo veramente che abbiano fatto cose assurde per non parlare poi della Globalizzazione incontrollata senza regole dando la possibilità alle imprese di spostare completamente le produzioni in paesi senza regole per la manodopera VERGOGNOSO ,dovrebbero invece domandarsi il perchè le imprese continuano ad esodare a Est togliendo il pane alla povera gente ..Ma questi una mano nella Coscienza la mettono o continuano solo a Mangiare e mettere nel mezzo di una strada la povera Gente … Con questo concludo . ma so già che queste mie semplici riflessioni rimarranno Inascoltate ..Grazie per la possibilità di Sfogo è un Casino infinito w la precarietà e l’insicurezza

  5. carla says:

    ho problemi sul posto di lavoro passerò le feste brutte non ci sono n’è le istituzioni n’è i sindacati che mi aiutano

  6. cettina barone says:

    Sono una precaria dell’ente locale da ben 23 anni.
    L’avvicinarsi del Natale dovrebbe portare a tutti serenità ma così non sarà per i precari di Valderice che dal 7 dicembre 2012 stanno occupando l’aula consiliare perché il 1° gennaio 2013 saranno disoccupati se non verrà approvata dall’ARS una norma che, modificando la L.R. 27/2007, preveda l’erogazione del contributo da parte della Regione per il terzo quinquennio.
    Questa infatti rappreseta la condicio sine qua non per consentire ai lavoratori di continuare ad avere il proprio lavoro seppur precario.
    Aggiungo un articolo della stampa locale inerente la nostra drammatica situazione, famiglie che si ritroveranno sul lastrico
    Lunedì 24 Dicembre 2012 02:49
    La fiaccolata dei precari a Valderice
    Sfilavano ordinatamente, in un silenzio anche un pò lugubre, avvolte dalla nebbiolina della condensa delle candele.
    Sembrano fantasmi, ed un pò lo sono. Sono fantasmi del lavoro, che sta colando via, come acqua tra le dita. E liquide sono, in questo momento, le loro vite: perchè, come fiumi in piena, si gettano nel mare della burocrazia, della politica, della battaglia. Sono torrenti di acqua fresca, quando tornano a casa dai loro figli. Sono le precarie ex art.23, che ancora occupano l’aula consiliare di Valderice e che ieri hanno organizzato una fiaccolata per le vie del Comune. Sono fantasmi per la società, perchè in troppo pochi hanno partecipato all’iniziativa, mentre avrebbe dovuto esserci un popolo, perchè il popolo dei precari non sono soltanto loro, legati al filo di contributi regionali e quote ente di un Comune. E’ la precarietà di un lavoro, magari dopo anni di studio e di impegno. La precarietà di una vita che non può concretizzarsi. E la precarietà della scuola, della sanità, della ricerca, mentre nei nuovi capitoli di spesa della nuova Legge di stabilità favoriscono l’apertura delle sale da gioco autorizzate, la TAV. La precarietà che racconta di un Paese dove, ogni giorno, sfilano fantasmi. Perchè, non servono più gli scarica barile, da un Governo all’altro. Perchè, nel caso in questione, non si può e non si deve ignorare il problema, ascrivendolo a governi passati che, inopinatamente, hanno assunto i cosiddetti “articolisti” senza avere nè la possibilità nè l’intenzione di stabilizzarli nel tempo. Perchè è vero, anche qui hanno fioccato le raccomandazioni. E’ vero, anche qui come ovunque, c’è lo sfaccendato, il bamboccione di brunettiana memoria. Ma non possono, e non devono, coloro i quali da decenni servono una Pubblica Amministrazione con volontà, capacità e collaborazione, scontare le colpe dei malgoverni, dei colleghi inefficienti e di una politica miope ed affamata. Non si può, e non si deve, buttare nel vento delle Persone: occorre certamente porre un rimedio che guardi ad una possibile stabilizzazione almeno di parte di loro; un rinnovo, anche a termine, che consenta ad altra parte di tirare avanti sapendo che, stavolta, c’è una scadenza; occorre mettere mano per arrestare un sistema di assunzioni che, facilmente ed inevitabilmente nella nostra Sicilia, scade nel clientelismo.
    Sono fantasmi Cettina “la guerriera”, Pina, Anna… sono fantasmi e gli si legge in faccia, davanti alla Piazza del Municipio, dove c’è un portone sbarrato, chiuso in faccia. Con le loro magliette blu “in scadenza”, sono fantasmi per il Sindaco Iovino che decide deliberatamente di non approvare il bilancio; che, insieme alla sua Giunta nuova di zecca, non intende rinunciare al “gettone”, a differenza del Consiglio Comunale tutto, che esprime la volontà politica e materiale di ritrovare la quota ente sparigliata, per riassumere gli “articolisti”. E non per carità, per pietà: ma perchè sono utili, davvero. Perchè interi settori del Comune sarebbero paralizzati dal loro licenziamento. Ma restano fantasmi, che passeranno il Natale lontani dalle loro famiglie, barricati nell’aula consiliare.
    E questi fantasmi, vorrei smetterla di chiamarli “Precari”…. loro sono Persone. Persone in scadenza. Come lo yogurt. Ma Persone.
    Valentina Colli
    Riporto il commento di una collega dopo la fiaccolata:
    Anna Fonte scrive: non osavo scrivere niente perchè , spesso, ci vuole un pò di silenzio e ricordare e riflettere. E’ da ieri sera che guardo e riguardo le foto e i video cella nostra fiaccolata: in tutti si nota la stanchezza di una situazione assurda e deprecabile: la fine dei contratti… la disoccupazione… il dramma… e l’avvenire, così …stravolto…; fa male il silenzio quando è “urlato” faceva ancora più male il silenzio della nostra Cettina, la nostra portavoce, quella che mette immediatamente la faccia… il tempo… la pazienza … la sua capacità di mediazione e anche scontri con tutti. Era avvilita ieri sera , Cettina, non ha fatto nessun intervento non ha incitato nessuno ad andare avanti,troppo stanca, ma una persona come Lei non la zittisce nessuno, può tacere ma mai zittirsi, può anche sbagliarsi, ma la sua determinazione la portano lontano…..Tutti noi precari ex art.23 la ringraziamo per la sua “capatosta e la sua tenacia e per l’affetto che, spesso, in maniera ruvida, dà a tutti. Grazie guerriera , riposati un pò. Un abbraccio
    La Guerriera Cettina, portavoce dei Precari di Valderice risponde: grazie Anna per le tue toccanti parole, la mia non è stanchezza fisica ma bensì sfinimento morale……. La vostra battaglia è anche la mia, il vostro dolore è soprattutto il mio. Ho paura di deludere me stessa ma soprattutto chi ha riposto in me fiducia, non tanto chi mi critica e continua a farlo (codardamente) alle mie spalle……. molto spesso non parlo perchè invece di tante parole vorrei portare fatti……non voglio illudere chi è appeso al sottile filo della speranza, lottare è anche questo. La mediazione non è una cosa semplice e a volte ci si ritrova fra due fuochi, di chi non capisce e di chi invece pretende. Sentire il continuo vocio di chi l’unica cosa che sa fare è mettere zizzania, di chi giudica senza sapere, di chi condanna un errore senza guardare mesi e mesi di duro lavoro a scapito dei propri familiari o impegni personali. Qualcuno mi disse “che ho manie di protagonismo” ma ribadisco di essere una precaria esasperata che vorrebbe con tutte le proprie forze cambiare questo ostile sistema che condanna le persone oneste come noi, la cui unica colpa è essere lavoratori purtroppo precari. Il non riuscire adannientare chi giornalmente cerca di spezzare e spazzare via le nostre persone, chiuso in un atteggiamento arrogante che ai precari gli si può far di tutto, ignorando che abbiamo un proprio pensiero, una propria autonomia e le nostre capacità. Lo abbiamo dimostrato con la nostra testardaggine, ignorando spesso i consigli spassionati di sindacati e politici eppure si pensa ancora che i precari siano pecore gestibili o oggetti da accantonare. Per qualche giorno rimarrò trincerata nel mio silenzio……..

  7. carmine menna says:

    E’ necessario che in questo paese si recuperi la consapevolezza che il lavoro, come dice anche la Costituzione, torni ad essere la priorità assoluta del vivere civile, senza girarci intorno, e la crisi lo sta dimostrando. Tale consapevolezza, comunque, deve essere recuperata sia dalla “dirigenza” politica che da parte del popolo, in parte convinta che il benessere, una volta raggiunto, si possa conservare per inerzia. E’ necessario riflettere sul fatto che i nostri nonni (che hanno visto la vera miseria) hanno lottato per la crescita del benessere di questo paese e le ultime generazioni stanno rischiando di perderne molto. E’ necessario che ci si concentri molto di più sul concetto del “fare” che su quello, putroppo molto di moda negli ultimi anni, dei comitati del “NO” a tutto. I risultati poi sono questi. Un grande sentimento di solidarietà a tutti quelli che stanno soffrendo i tremendi momenti della precarietà del loro lavoro. Tenete duro!!!

  8. Franco says:

    Cartiera Verde Romanello S.p.A. in liquidazione – Stabilimento di Campoformido (UD). Cartiera tra le più virtuose a livello Nazionale nel campo della produzione di carta da giornale e per imballo da riciclo. Stabilimento la cui produzione è praticamente ferma da Febbraio di quest’anno e dove tutti i 150 lavoratori dipendenti sono stati messi in Cigs. Da un paio di mesi si è deciso di presidiare lo Stabilimento giorno e notte perché stiamo lottando per mantenere il posto di lavoro e nella speranza che qualche imprenditore serio si faccia avanti con dei piani industriali credibili. Un ringraziamento è doveroso per quei colleghi che in questi giorni di festa sacrificano parte del proprio tempo sottratto alla famiglia ed amici per garantire il presidio.
    Concludo con un mio personale pensiero che rivolgo ai nostri politici. Un Paese come il Nostro che non è più in grado di garantire un lavoro ai propri cittadini è destinato a morire visto che verranno sempre meno le risorse sia a livello di servizi che economiche a favore della collettività.

  9. salvatore says:

    I servizi che fate vedere sono sempre i cittadini che si privano delle cose piu’ semplice, non ne parliamo di questi lavoratori che si stanno privando di passare il natale con i propri cari. Avete fatto mai vedere ho intervistato un politico che si sia mai privato delle cose piu’ semplice specialmente nelle festivita’ M A I!!!!!!!!!

  10. Fabio says:

    Buone feste a tutti a chi ha un lavoro a chi non lo ha a chi lo cerca, sopratutto a chi non lo ha capisco benissimo il disagio, ho un figlio di 25 anni (gia vecchio per la pensione futura) finalmente il 3 novenbre 2012 ha trovato un lavoro a tempo indeterminato presso una societa che ovviamente dopo un mese ha fallito con le relative conseguenze per il personale. Questi furbetti (il datore di lavoro è anche sindaco della citta/paese sede dell’ex azienda) si fanno forte delle leggi create ad-oc per questi speculatori senza identità morale. Quindi immaginate il mio cuore e sopratutto il cuore di un ragazzo che non ha futuro come tanti altri, e poi si discute ancora sull’articolo 18…..Buon Natale

  11. Paola says:

    Sono una mamma di due bambini adottivi il più grande (9anni) disabile, dopo 16 anni ho perso il lavoro perchè la ditta per la quale lavoravo ha chiuso…trovarne un’altro è un sogno… mio marito è un piccolo artigiano che non si arrende davanti alla crisi ma che è costretto a pagare interessi bancari del 19,50% per fidi di conto corrende chiesti per poter andare avanti e pagare le tasse malgrado tutto malgrado il forte terremoto che ha colpito la nostra zona (Reggio Emilia), i grandi industriali pagano i piccoli artigiani a 180gg se va bene e a noi nessuno ci da retta… mio marito ha 3 dipendenti che paga regolarmente e che cerca in ogni maniera anche se il lavoro è pochissimo di mantenergli il posto di lavoro… abbiamo tolto alle casse della famiglia anche l’ultimo centesimo per fare le tredicesime ma fra un mese non abbiamo più ordini da evadere e che ne sarà di noi ? !!! Questi politici che parlano parlano parlano e si gettano colpe uno con l’altro ma alla fine cosa fanno?!! sono schifata, e disperata perchè non vedo più un futuro !!!

  12. giuliana says:

    Ammiro con tutto il cuore questa unione tra generazioni ma soprattutto il senso della difesa della “dignità” ovvero del posto di lavoro.
    Sono una categoria protetta di 53 anni costretta ad uscire dall’azienda dove ho lavorato per 20 anni e che ho contribuito a costruire. Se neanche le categorie protette sono tutelate dove stiamo andando?
    Sono disponibile a parlare della mia storia nella speranza che si possano ritrovare quei valori sani di aggregazione solidarietà che hanno costruito il nostro paese

  13. Enrico says:

    Augoro Buon Natale a tutti queli che passano le feste in fabrica per difendere il loro lavoro.
    E atutti quelli che lo cercano.

  14. Elisa says:

    Vergogna vergogna vergogna!
    madri e padri devono stare con i propri figli almeno il giorno di Natale.
    Sono scioccata da come riduce i rapporti personali queste economia basata sul consumismo.
    Non cambia niente per un giorno di lavoro a Natale!
    Vergogna!

  15. francesco ceccarelli says:

    Io non passerò il natale in fabbrica ma la mia storia forse vi può interessare.Sono l’ex delegato della sca di pratovecchio…nel 2009 l’azienda annuncia la chiusura dopo una strenua lotta costringiamo alla vendita ad un imprenditore del settore tale carrara(nel 2010).Dopo 3 anni ci sarebbe posto per tutti nella nuova realtà ma pur di non riprendere i più deboli e tutti coloro che si erano più esposti è stata presa gente totalmente estranea alla vertenza il tutto nel silenzio generale da parte di istituzioni e sindacati


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